La cura..anche narrativa

Racconto, non so se autobiografico, certamente ben costruito.

Dal punto di vista critico, a partire dal registro linguistico, dalle scelte stilistiche realiste, dal chiaroscuro di alcune zone narrative, alcune più in luce, altre più in ombra nella descrzione pressochè pittorica di Goweb posso dire che, si tratta in effetti di un bel caso di cura narrativa e di frequentazione con la penna. Buona soluzione stilistica inserire il testo di Lolli.

Il resto in ombra della scena, il poi che segue, s’intuisce ed è la parte più riuscita, poichè la forza del non detto prevale sulla finitezza della parola.

La camera era completamente in disordine , il fumo rendeva l’ambiente nebbioso, i libri sparsi in parte sul pavimento e in parte sul letto erano aperti su pagine a caso ,fogli dattiloscritti erano su un comodino , su una ruota dipinta dove sopra era stato messo un vetro c’erano 2 bicchieri di vino rosso . Il vino era veramente scadente , e per me che non bevevo nemmeno ogni sorso era un cazzotto nello stomaco.
Le ore scorrevano veloci nella notte. Mi rollai l’ennesima sigaretta mentre guardavo gli occhi lucidi di Claudia. Claudia portava dei vestiti larghissimi di canapa indiana ed una felpa senza dimensioni , sicuramente non rendevano giustizia al suo corpo ma di questo me ne resi conto solo dopo.
Era venuta da me , mi aveva scelto , voleva parlare , voleva aiuto. Non capivo bene i suoi problemi. Era confusa, non ne poteva più di sentirsi considerata solo perchè era una bella ragazza, aveva il terrore di amare , gli uomini quelli del collettivo , quelli con cui pensava di cambiare il mondo l’avevano delusa in special modo Riccardo con il quale doveva intraprendere un lungo viaggio in Europa , lo trovò che baciava una compagna. Si giustificò citando l’amore libero contro l’amore borghese. I simbolismi, i finti miti stavano crollando nella sua mente. Dio quanto era bella!. Forse non era il momento , forse non ero in linea con il pensiero dei compagni , ma mentre lei mi esponeva i suoi dubbi dalla mia bocca uscì :’ Dio quanto sei bella’. Lei sorrise , continuò a confidarmi i suoi dubbi. Cosa voleva dire essere donna ? Poi si fece seria e poi scoppiò in una risata :’ Ma davvero sono bella ?’ . Potevo abbracciarla , potevo baciarla , ma non era di questo che aveva bisogno. Voleva un amico vero. Ti accompagnerò nel tuo percorso , cercherò di capirti , scopriremo insieme se ci hanno strumentalizzato , se anche noi pieni di libertà eravamo solo delle pedine in mano ad un potere che non aveva nulla di umano , insieme capiremo se e come le donne potranno farsi strada in questo mondo di maschi. Prenderemo dalle nostre esperienze quello che c’era di buono , il senso ed il ripsetto degli altri , l’odio verso ogni forma di guerra , la nostra musica , butteremo via gli eskimo , i simboli falsi , le finte lotte di classe. Rimarremo giovani per sempre. Alle 5 della mattina mentre gli occhi iniziavano a chiudersi , si appoggiò sulla mia spalla e la radio popolare suonava una canzone di Claudio Lolli :

Non sarò per te un orologio,
il lampadario che ti toglie il reggiseno,
quando è tardi, è notte e tu sei stanca
e la tua voglia come il tempo manca.
Non sarò per te un esattore
di una lacrima ventuno volte al mese,
non conterò i giorni alle tue lune
per far l’amore senza rimborso spese.
Non sarò per te solo lo specchio
di una faccia che non cambia mai vestito,
non sarò il tuo manico di scopa
travestito da amante o da marito.
Non sarò quel cielo grigio quel mattino,
il dentrificio che fa a pugni con il vino,
non sarò la tua consolazione,
e neanche il padre del tuo prossimo bambino.
Per questa volta almeno sarò la tua libertà,
per questa volta almeno solo la tua libertà,
per questa volta almeno la nostra libertà
e la piazza calda e dolce di questa città.


Gowen

La cura..anche narrativaultima modifica: 2009-09-24T06:00:00+00:00da criscir
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6 pensieri su “La cura..anche narrativa

  1. Oggi sono fortemente in ritardo ma non volevo mancare all’appuntamento con la poesia e la narrativa… adesso sono di corsa ma questa sera sicuramente riuscirò a trovare una briciola di tempo da dedicare alla lettura e a lasciare un mio pensiero.

    Un saluto Cristiana e buon proseguimento di giornata a questa sera!

  2. Veramente un bel racconto e la lettura è risultata piacevole ed interessante .
    Il racconto è fluido, intenso e profondo, mi è piaciuta l’atmosfera che ha creato che mi ricorda il tempo delle lotte e delle manifestazioni studentesche.
    Ho avuto il piacere di leggere altre cose di Gowen e mi è sempre piaciuto il suo modo di scrivere e di raccontare.

    Un saluto Cristiana e a domani per le note conclusive.

  3. E’ vero, nessuna notte è infinita. Spero che, per citare Neruda, la parola sia sempre per te un’ala del silenzio. Così come spero di poter tornare a frequentare più assiduamente il tuo spazio, davvero prezioso per me. Ricambio la stima e ti lascio il mio abbraccio.

  4. Grazie dell’analisi. Se ho reso l’idea sono contento. I ricordi sono come quadri di pittori impressionisti , c’è una pennalata qua ed una la. Non è semplice ridargli vita.

    gowen

  5. ATTENZIONE ATTENZIONE
    domani c’è una festa a sorpresa
    passa da me domani mattina e capirai
    non sono alla ricerca di un commento, meglio specificarlo
    e farò copia incolla in giro
    altrimenti non ce la faccio a consegnare gli inviti in tempo
    🙂
    mandi

    il racconto lo avevo letto già
    bellissimo
    lo avevo detto anche a Gowen

  6. Bellissimo questo ricordo di Gowen….ed è come tu dici, ricco di chiariscuri ma anche di ombre. Ma i ricordi sono cosi no? Mai perfettamente nitidi.
    Devo dire, che conosco molto bene, il bel modo di buttare giù i pensieri di Gowen, sempre molto sensibile, attento….
    Sono felice di trovarlo qui da te.
    Gli lascio un abbraccio e un grazie per questo bel racconto.
    Rosanna

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