Slow post o l’aver cura del ben comunicare

Cari amici,

è dal 2 settembre che su questo blog mi son curata di curare un tema: la cura.

Perchè non è scontato, nè banale aver cura di qualcuno o di qualcosa, nè parlar di questo tema era banale o scontato.

E perchè aver cura di qualcuno o di qualcosa, come emerge anche dai vostri scritti, tutti, significa potenziare l’attenzione, defilarsi, sminuirsi, far crescere l’altro, non stare al centro dell’attenzione, avere senso della misura ed anche umiltà.

Aver cura di qualcuno significa non essere superficiali, non correre, ma  dar tempo al tempo.

E dal 2 settembre ad oggi è passato un po’ di tempo.

Nel web tutto si consuma e spesso la sciatteria impera.

La cura è il contrario dell’essere sciatti, la cura è profondità.

A questo volevo arrivare.

Ho offerto ai miei lettori la cura di cui meglio sono capace. Ho offerto spazio, ho offerto tempo, ho offerto spero anche una lettura meno superficiale di quella istantanea che spesso ci porta a poco considerare le parole e gli scritti degli altri e una visione spero sufficientemente competente degli stessi.

Ho offerto uno spazio volutamente senza immagini, perchè le parole parlano e bisogna ascoltarle, spesso le immagini sono una scorciatoia, non sempre rafforzano, a volte sì, ma troppo spesso semplificano e a volte banalizzano.

La parola ha la sua natura e va ascoltata in quanto tale.

Spero sia chiaro che ho offerto ascolto e che ho cercato di far capire anche qualcos’altro.

Nel nostro mezzo c’è molto “rumore”. Nella teoria della comunicazione è rumore ciò che disturba. Pubblichiamo un post, ovvero proponiamo un argomento: ben che vada, chi commenta, commenta quel testo, molto spesso non lo fa proprio e parla di tutt’altro, quasi mai nessuno legge veramente anche i commenti degli altri bloggers a quel post e quasi mai sente il proprio commento come parte di un tutto, troppo spesso i commenti diventato chat.

Questo significa far venir meno l’idea stessa di comunicazione che per sua natura è circolare e a due vie ascolto, risposta, nuovo ascolto, nuova risposta.

Comunicare significa essere dentro ad un flusso di pensiero ed ecco cosa significa rafforzare un’idea con un’immagine

comunicazione.jpg
immagine tratta dal blog Thinking Digital di Sonia Mendola 

Con il post su “La cura” si è cercato proprio di dare circolarità alla comunicazione. Ho cercato di eliminare quanto più possibile il rumore e sono soddisfatta di come è andata.

Non sono balzata sulla top ten dei blog caldi (qualcuno vi finisce del tutto meritatamente, altri sono chattatori professionisti e vi finiscono per numero elevato d’inutilità espresse aumentando il rumore nel web in maniera esponenziale), ma mi sento di dire di aver dimostrato che anche  in un piccolo rispettabile blog di nicchia si possono far cose che ancora seguono un’etica, hanno un senso e qualche significato e, piccola ambizione, abbiano anche  qualche intento culturale.

Per quel che mi riguarda sono soddisfatta e ringrazio quanti di cuore si sono prodigati in questa operazione culturale.

Prima di passare ad un altro post, ad un altro tema, ad un altro scritto, ringrazio tutti i lettori che con me hanno dimostrato e stanno dimostrando che un tema non si esaurisce in un giorno, ma si può discuterne senza perderne senso e gusto sicuramente per molto più tempo, traendo da questo la saggezza che viene dall’andare oltre la superficie delle cose.

Annuncio a giorni un nuovo post, già pensato nelle linee fondamentali, da leggere con calma, da commentare con piacere…da condividere.

Non vi chiederò, state tranquilli, di scrivere un altro racconto.

Vi preannuncio solo che anche in questo caso aderirò all’idea dello slow post.

Come lo slow food sostiene che il cibo va preparato con cura, passione e consumato con calma a tavola, così lo slow post, teoria di mia invenzione da applicare ai post editati sui weblog, richiede che il post sia maturato perchè si aveva qualcosa da dire e che tale post vada formalmente curato ed infine non vada miseramente consumato, ma assolutamente lentamente degustato da accorti assaggiatori di buone parole con retrogusto di veri pensieri. Prosit!

Cristiana Cirilli

 

 

Slow post o l’aver cura del ben comunicareultima modifica: 2009-09-25T06:00:00+00:00da criscir
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15 pensieri su “Slow post o l’aver cura del ben comunicare

  1. Bellissima questa idea dello “slow post” Cristiana… effettivamente oggi ingurgitiamo parole con la massima superficilità senza delle volte approfondirne il vero significato e senza percepirne minimamente il senso… perchè tutto deve essere fatto alla velocità della luce… sempre tutto di corsa… stiamo perdendo l’abitudine a fermarci a riflettere e ad osservare…. continuerò a seguire questa tua iniziativa perchè le parole e la lettura sono cibo per la mente e lo spirito.

    Un abbraccio e buona giornata!

  2. Buongiorno Cristiana, inutile dirti quanto hai ragione, lo voglio dimostrare passando a frequentare e leggere il tuo blog, un cordiale buon fine settimana da “billiconedi”

  3. Tu, cara Cristiana, sei riuscita a creare un’idea meravigliosa senza troppo rumore….facendone partecipi gli altri.
    La home? Meglio non esserci stata, avrebbe stonato un blog cosi e post cosi belli e intimi…
    Chi lo sa, è venuto da solo, per puro piacere e non per pura curiosità.
    Troppo rumore, hai ragione, hai perfettamente ragione in ogni riga che scrivi.
    Riappropriamoci del silenzio, della verità e delle belle parole.
    Gettiamo la maschera, che non siamo supereroi….
    Un abbraccio carissima, per quanto hai fatto, un lavoro non da poco, ma che si vede, fatto con il cuore.
    Buon fine settimana, Ros

  4. in un certo senso credo di seguire anch’io ultimamente questo genere di post
    lo slow post
    nel senso che posto quando mi sento di farlo e soprattutto per quanto riguarda i racconti cerco di prepararli al meglio
    anche nelle immagini e nella musica metto me stessa
    capisco però cosa vuoi dire in alcuni passaggi del tuo post
    la parte riguardante eventuali classifiche a conosco bene e per quel che riguarda la chat a volte mi capita di farla lo ammetto senza problemi ma sono episodi piuttosto rari
    e in ultimo
    come dissi tempo fa anche da me
    ci sono persone che i post non li leggono nemmeno ma che fingono di averli letti buttando qua e la qualche commento senza capo ne coda per averne poi uno indietro
    all’inizio rispondevo sempre a tutti per una questione di educazione
    adesso mi sono scocciata lo dico tranquillamentr
    e rispondo a chi merita
    e vado da chi desidero
    anche se è qualcuno che da me non viene mai
    perchè scrivere è un piacere e leggere anche

    forse è un commento un po’ disarticolato ma so che tu hai capito che voglio dire
    adesso attendo in relax in tuo prossimo post che saprà certamente attirare la giusta attenzione in questo tuo mondo di cultura
    ciao cris
    ti auguro una buona serata e una buona domenica
    🙂
    mandi

  5. Condivido il tuo post e soprattutto
    ai quei commenti spazzatura che
    fanno andare in home.

    Ciao Cristiana, buona domenica
    la prima d’autunno.

    Un abbraccio da Giuseppe.

  6. Dopo aver letto i primi commenti, vorrei chiarire che la critica non è affatto rivolta alla redazione, ma a noi bloggers che abbiamo il malvezzo di mal comunicare.
    La redazione dal canto suo fa ciò che le facciamo fare.
    I redattori non entrano troppo nel merito dei contenuti, ma premiano chi noi premiamo… con le nostre visite e i nostri commenti, perciò assumiamoci le nostre responsabilità: siamo troppo spesso noi gossipari e chattatori.
    E’ troppo facile scaricare responsabilità su chi deve tener conto anche dei numeri e rispondere a logiche di marketing.
    Noi siamo abitanti di una piattaforma e la piattaforma esiste perchè c’è gente che lavora.
    I redattori sono lavoratori e non volontari di una onlus culturale: devo far numeri e prodotto e giustamente fanno il loro lavoro.
    Per quel che mi riguarda anche piuttosto bene.
    Siano noi responsabili delle nostre scelte: abbiamo in home gente che ci rappresenta se andiamo a fargli visita e a commentarli, non altrimenti da quanto accade in politica.
    Ci lamentiamo, ma in cabina di voto ci andiamo noi.
    L’invito dunque è alla comunicazione responsabile.
    Cristiana

  7. Oilà !! Mia piccola Dante.. Vabbè che sei una poetessa, ma mi fai sfigurare con i miei due versetti idioti! Mi è sempre piaciuto parafrasare le poesie “di marca”, tanto che sulla porta del laboratorio in cui facevo la tesi c’era un improbabile : “Lasciate ogni speranza o voi ch’entrate..”. Anche la famosa “Nebbia agli irti colli” è stata da me musicata quand’ero al liceo, molto prima di qualcun’altro, sulla musica di “Te voglio bene assaje” che si dice scritta da Donizzetti. Provaci e vedrai che ci stà a meraviglia. Hai mai letto le rime di Cornaglia sulla politica? Le trovi in ( http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/?r=136732 ). è una persona particolare.. “Sempre cara mi fù questa Cristiana/e le sue rime che mi dan sorriso..” . Anna

  8. Comunicazione sul web? Oddio… per sentirsi veramente liberi di parlare ci vorrebbe un bel portafoglio e un avvocato battagliero. Dopo diverse minacce di querela (pur non avendo mai sparlato di nessuno) ho capito che, per lo meno in Italia, la comunicazione è roba da spiriti indomiti.

    E sul web, la figura dell’italiano medio prevale. Commenti acidi senza motivo, discussioni sterili, fraintendimenti gratuiti, desiderio di creare zizzania… come se la vita non fosse già abbastanza ricca di questi ingredienti, anche il web viene inquinato da spiriti anonimi che vogliono solo parlare male… e l’argomento non è importante.

    E io, che amo la tranquillità, che adoro essere amico di tutti, che non sopporto chi tenta di prevaricare gli altri, cedo il passo… e le cose che vorrei raccontare, non le racconto… e l’ambiente che un tempo sognavo di frequentare, non lo frequento. Spengo il computer, apro un buon libro, abbasso la luce e mi metto a leggere, proprio come quando il web era ancora muto, proprio come quando il web non esisteva.

  9. Carissima… ho apprezzato moltissimo di come ti sei presa cura dei nostri scritti… il contenuto del tuo spazio offre un interesse, una competenza ed una disponibilità che va ben oltre gli intenti di un blog… Non voglio ripetermi su quanto abbia apprezzato quest’ultima iniziativa che mi ha permesso di andare oltre un semplice lettura dei miei autori preferiti…
    Non è facile comunicare con le sole parole… il rischio di diventare chat o di offrire immagini scontate è molto alto…
    quando scrivo più che dire a me piace evocare… evocare immagini, sensazioni… affinchè il messaggio non si possa fermare alla sola corteccia celebrare… ma vada oltre a toccare corde più profonde… solo così si può raggiungere unità di intenti e d’anima…
    solo così la parola diventa carne… brivido… emozione… e allora poi saremo diversi
    guarderemo le cose in modo diverso… e il mondo cambia… piano….
    Un abbraccio…
    Fly

  10. Quest’estate ho riletto “Sul Buon Uso della Lentezza”. Un libro non troppo importante, una specie di manuale fai da te contro ansia e frenesia. E ‘ho riletto con l’intento di applicarne il messaggio già esplicito nel titolo. Ci sono riuscita, a volte. Per esempio staccandomi un po’ dal pc e non sentendomi quasi obbligata a produrre qualcosa solo per riempire uno spazio. Mi sono presa “cura” di me, del mio tempo, della mia fantasia e delle mie idee Le ho lasciate fluire e svanire senza renderle esplicite, senza comunicarle. Ho scelto il silenzio come senso della misura, come forma di sobrietà, un silenzio in bianco e nero. Amo molto il tuo blog e non solo per il mio amore per la poesia. Amo la cura che metti in ciò che scrivi, amo i commenti, mai banali, amo le idee che lanci, amo le parole che lasci da me e dagli altri. E mi piace l’eleganza della tua comunicazione. Non amo i blog addobbati di locuzioni inutili, ridondanti e tautologici. Non mi piace la maggior parte dei blog che si celebrano in home page. Ma ho fatto mio il motto “c’è posto per tutti”.
    Ti ringrazio davvero per la poesia che hai abbinato alla mia immagine, é stato emozionante per me trovarla. Chissà, magari mi tornerà la voglia di scrivere, non solo di immaginare cosa vorrei scrivere. Sarai la prima a saperlo.
    Un abbraccio

    p.s. né necchi né singer ma una vecchia macchina inglese.

  11. Beh , con me sfondi una porta aperta. ! Concordo. Scrivere quanto hai qualcosa da dire e non perchè è da 10 giorni che non scrivo ! Comumque il blog è libertà e se qualcuno si diverte a mettere in rete qualsiasi cosa , lo faccia pure. Se qualcuno cerca l’audience e non la riflessione , che lo faccia pure.

    un saluto

    gowen

  12. Caro Gowen,
    penso che libertà non sia fare come ci pare, ma agire in piena consapevolezza e coscienza per il nostro e l’altrui bene, quindi continuo a pensare che in certi casi tacere sia una specie di libera scelta obbligata…:-))
    Insomma l’etica prima di tutto.
    In politica, ma anche nel parlare.
    Ciao

  13. Condivido .
    La libertà non è certo fare i propri comodi .
    Per quanto riguarda , invece il blog [ a questo mi riferivo ], ovviamente se non incitano a violenza e cose simili ma se si limitano a solo ad essere “cretini” , “superficiali ” non fanno altro che fotografare la stupidà dei nostri tempi. Osservo e non sono un censore.

    Potremmo aprire una discussione su cosa sono e la loro utilità e perchè uno scrive .. ..
    In politica è da tempo che ho messo la cera nelle orecchie , non voglio correre nessun rischio di essere contaminato.

    un saluto
    gowen

  14. Caro Gowen,
    immagino si possa tranquillamente affrontare l’argomento.
    Personalmente non riempio i miei vuoti colla scrittura, ma perseguo una lunga, lenta strada che da me giunga all’altro e dall’altro a me torni.
    Credo che sia proprio la via della comunicazione.
    Scrivo per comunicare, non per riempire il mio tempo…che ahimè mi fugge forsennato tra le dita!
    Non scrivo per apparire, nè per vetrina.
    Scrivo solo per mettermi in cerchio, parlare e ascoltare, crescere e vivere.
    Scrivo per muovere la mia mente e me stessa.
    Scrivo per dinamismo, perchè sono viva.
    Cristiana Cirilli

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