Ozymandias

ozymandias.jpg

 

Incontrai un viaggiatore di ritorno da una terra antica

che disse: “Due immense gambe di pietra, senza tronco,

s’ergono nel deserto…Vicino sulla sabbia,

mezzo affondato, un volto infranto giace, il cui cipiglio

e il labbro corrucciato, e il sogghigno di gelido comando,

dicono che il suo scultore lesse accuratamente le passioni

che ora, impresse su quelle cose inerti, sopravvivono

alla mano che le imitò, e al cuore che le alimentava;

e sul piedistallo, queste parole appaiono:

‘Il mio nome è Ozymandias, Re dei Re,

guardate le mie Opere, o voi Potenti, e disperatevi!’

Null’altro resta. Il colossale Rudere

si disfa, e attorno sconfinate e spoglie

le solitarie e uniformi sabbie si stendono lontano”.

P. B. Shelley

ozymandias-2.jpg

 

Nessuno è così grande da essere infinito

nessuno è così potente da sfidare l’eterno

nessuno è così saldo da non cadere

Cristiana

Ozymandiasultima modifica: 2009-10-01T06:00:00+00:00da criscir
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38 pensieri su “Ozymandias

  1. tu sai rendere lucente la parola più oscura

    grazie del bellissimo complimento
    lo sai che ci tengo al tuo parere di esperta
    mai essere certi di nulla
    tutto può mutare
    tutto può evolvere
    tutto può
    essere

    🙂
    mandi

  2. ecco appunto
    come volevasi dimostrare
    di un post che hai letto
    tu ne hai fatto uno tutto tuo
    dove le parole si rincorrono
    quasi al ritmo della musica
    🙂

    comunicazione di servizio
    se carico la tua pagina dal link del commento non funziona
    mentre se la carico dalla mia lista amici si
    forse non è scritto correttamente il link

  3. perchè dovresti disturbare cara Cristiana? Stavo proprio per entrare nel tuo blog e chiederti il permesso di inserire il tuo nome nei ringraziamenti ad un manoscritto in pubblicazione. Ha un suo significato questo mio chiamare a raccolta i nomi dei e delle blogger che mi hanno aiutato in questi due anni.

  4. Quanta saggezza in queste parole, spesso dimentichiamo quanto i nostri sforzi siano inutili visti alla distanza. Molto bello il post :-))

  5. Tape caro,
    mi hai proprio frainteso. Sta più che tranquillo. A ringraziarti sono io.
    Se rileggi il tuo post e il mio commento vedi che il disturbo a cui mi riferivo è quello di vivere. Volevo dire che mi piace vivere in stampato minuscolo, per non recar troppo disturbo. In qualche modo voglio dire che non amo le versioni MAIUSCOLE e gridate della vita, perciò anche in paradiso mi troverei a mio agio a metà alfabeto in minuscolo…e per fortuna non sono neppure in sovrappeso, per cui ho qualche speranza con il Tuo Ologramma….

  6. adesso funziona

    le tue parole mi danno sempre una grande carica
    grazie cris
    se un giorno dovessi combinarci qualcosa di buono con quello che scrivo sarà anche per le tue “spinte” a crederci

  7. ….il mio grazie per questa pagina di sublime bellezza poetica, non solo poesia, ma anche filosofia, insomma filosofia poetica….

    Solo se ci fermiamo un attimo a riflettere, forse incosciamente, ammettiamo che la nostra vita nei confronti dell’universo è veramente precaria e che nulla ha una durata infinita.

    Un saluto Cristiana!

  8. Questo sistema della moderazione non mi lascia capire se non ricevi i miei commenti o se li sottoponi ad una sorta di “censura” perche’ inadeguati al tuo blog, io insisto a lasciarti un cordiale saluto, “billiconedi”

  9. Caro Billi,
    questo è l’unico commento che ricevo da un bel po’ da parte tua. Il tuo ultimo che mi è arrivato è del 21 settembre scorso inviato alle 16,25 ed stato pubblicato sul tema della cura esattamente sotto il post la cura filiale.
    Nessuna censura. Non ho pubblicato fra gli ultimi commenti solo quelli di una cara amica blogger per le ragioni che lei sa e che le ho accuratamente spiegato. Ti consiglio un invio multiplo come fanno alcuni, tenuto conto che a volte per fame My blog ingurgita i commenti.
    Saluti

  10. Nessun problema Criscir, ho virgolettato “censura” proprio perche’ intendevo scherzare. I miei commenti erano semplici interventi (conversazioni) sul tema slow post e riferiti a quello che mi capita di leggere in giro e quello che trovo nel mio blog, comunque nulla di particolarmente importante. Buono il consiglio di tentare con duplice invio che sperimento gia’ da adesso, ciao “billiconedi”

  11. Ciao Cristiana, mi fanno tanto piacere le tue acrobazie poetiche. Son sempre ineccepibili. Son molto delusa dalla situazione generale e fatico nello scrivere. Prima o poi qualcuno mi farà nuovamente infuriare ed allora.. Un abbraccio, Anna

  12. Grandezza. Potere. Parole assurde. L’uomo ha bisogno della grandezza, basta vedere i Paesi del mondo che fanno a gara per costruire il grattacielo più alto. Sono arrivati, credo, a più di 500 metri di altezza, come se da lassù, povera gente inetta, si potesse prendere il posto di Dio.

  13. Per fortuna che è così ! Solo che a volte le cadute sono così lunghe che nel corso di una breve vita se ti dice male magari non te rendi nemmeno conto che sia possibile un cambiamento.

    gowen

  14. Soffro da sempre e di frequente di “deliri di onnipotenza” ma ne capisco benissimo i limiti, e’ pero’ pur sempre umano il desiderio di immortalita’ (proprio di contro alla paura della morte). La mia passione per la archeologia mi ha portato ad osservare spesso quanto gli uomini hanno lasciato della propria anima, negli oggetti, e spesso ne voglio riconoscere la natura “divina”. Mi e’ capitato di guardare una immagine di “venere primitiva” e di vederne la rappresentazione su pietra o osso in qualche museo, ho pensato come quell’uomo “primitivo” privo di tutte le nostre conoscenze sia stato così grande , cosi potente e determinato nel voler rappresentare la vita da superare i limiti del tempo fino ad arrivare ai nostri giorni. E’ vero quello che dici ma vale pur sempre la pena di tentare, un saluto da “billiconedi”

  15. E’ fin troppo vero quello che dici tu, Billi, infatti Shelley indirizzava queste parole ai politici, ai potenti che si credono invincibili e onnipotenti al di là dei limiti oggettivi della loro umanità ed anche della vita.
    Altro è tendere all’immortalità con l’arte, poichè non è presunzione, è coscienza del limite, è certezza che tutto (di questa vita terrena) finisce con la morte, e faticoso sforzo di superare questo limite con qualcosa che ecceda la misura di una vita e che umilmente abbia bisogno d’altri (i fruitori) per arrivare a colmare tale intento.
    Del monumento di Ozymandias (che è Ramses III) non resta che quello che lo scultore ha fatto, anche il singolo pezzo parla dell’ arte dell’anonimo scultore, ogni pietra parla sinanche del lavoro di ogni schiavo, ma di Ramses senza il genio di questo scultore e la fatica degli schiavi non rimane neanche pietra sminuzzata nella sabbia.
    E pensare che lui avrebbe voluto che questo monumento magnificasse il suo IO.
    La realtà è che di lui questo monumento non parla che di riflesso.
    Cristiana
    Ciao
    Questa poesia mi piace proprio per la saggezza e il senso della misura che suggerisce e che credo, purtroppo a volte manchi, a chi s’inebria di successo e di potere.

  16. Ciao cara Criscir. E’ un po’ che non mi faccio sentire, non ho avuto proprio un bellissimo periodo ma ora cerco di ritornare alla normalita’.
    Mi piace moltissimo la tua poesia e aggingo che al di fuori del Creatore nulla puo’ essere durabile e di pietra.
    Un abbraccio e una bella giornata.

  17. Molto forte ed emblematico. La caduta di un’immagine perentorea, rappresentativa di un’epoca, che cade in frantumi, come le epoche nel loro ciclico avvicendarsi. E la speranza dell’uomo che, illudendosi, cerca disperatamente l’infinito nel finito e temporale, quanta illusione!! Poi riguardiamo alle testimonianze trascorse di paesaggi lunari prima fiorenti cittadine, ed eserciti dismessi, prima intraprendenti…ma difficile la riflessione, impossibile quindi il raggiungimento della saggezza e dell’equilibrio.
    …Non puoi smentire l’assenza di banalità mei tuoi lavori.
    …Con piacere ti leggo dopo tempo.
    A presto.

  18. Passo per leggere ma vedo che questa settimana hai sempre latitato, ti lascio un cordiale saluto e un augurio per un buon fine settimana, ciao, “billiconedi”

  19. Ciao,è partita la mia iniziativa valida tutto il 2010!
    clicca sul mio nome e arrivi al mio fotoblog.
    ci tengo tantissimo!!!
    mi dai una mano?
    grazie

  20. “O benedette spiagge dove l’amore, la libertà ed i sogni non hanno catene” Lapide sulla casa di Shelley a San Terenzo.

    La farfalla e la tartaruga

    Vele nell’aria
    ali di farfalle
    come vele sull’acqua spingono navi
    nulla è impossibile
    e tartarughe voleranno nel cielo.
    Non esistono incurabili malattie
    esiste la cura
    soltanto amore la trova
    perché Dio l’ha creata
    senza interessi, senza guadagni.
    Ma l’ingordigia umana
    inventa soltanto vaccini
    se il guadagno ne vale la pena
    troppo pochi sono quei bimbi
    troppo poco il pianto.
    Forse un giorno farfalle leggere
    faranno volare
    tartarughe senz’ali
    ma l’uomo agglutinato di fango
    tornerà alla polvere
    dalla quale proviene.

    pppp

  21. L’unica cosa importante quando
    ce ne andremo, saranno le tracce
    d’amore che avremo lasciato.

    (Albert Schweitzer)

    Un bel aforisma per augurarti
    buona domenica.

    Ciao da Giuseppe.

  22. Chissà che ci stai preparando… i tuoi silenzi sono molto creativi… quando ti assenti… qualcosa di nuovo si profila al tuo orizzonte…
    Vorrei invitarti da me… ci tengo al tuo parere sempre molto perspicace e competente…
    Un caro saluto…
    Fly

  23. ciao Cristiana. Per farti sorridere ti passo la mia “perifrasi” dello stornello:
    “La società di Magnaccioni”(ogni riferimento è puramente ..voluto)
    Fateje largo che mò ariva lui
    stò giovanotto de st’arcore bella
    pare rifatto tuto cor pennello,
    ma le regazze lui deve pagà,
    ma le regazze lui deve pagà !

    Ma che ce frega, ma che ce importa,
    se er magistrato lo fa ‘ncazzare
    e noi je dimo, e noi je famo,
    “hai fatto er furbo ! noi nun ce stamo!” Ma però,
    noi semo quelli, che jarisponnemo n’coro:
    “ ce stai a pijà pe li fondelli,
    noi te lassamo ròsicà.” Parapàpà!!
    Anna

  24. Cara Anna,
    questa è “la volta bona” che ci oscurano… :-))

    Tant’è e tanto sia…almeno ci siam fatti una sana risata con la tua perifrasi.
    In Italia esistesse ancora chi sa far ridere o forse qualcosa per cui ridere…
    Cristiana

  25. Ciao Cristiana tutto ok?
    è tempo che non ti leggo e mi sono trattenuta anche dal lasciarti solo i salutio, ma adesso tra i commenti leggo anche i tuoi e questo mi rassicura.
    Ok allora ti lascio un saluto e a rileggerti preso.

    PS- chiaramente questo commento è of-topic quindi non lo pubblicare.

  26. Non solo il tuo commento Gabry, ma anche gli ultimi sono palesemente off topic, tuttavia li lascio comunque, perchè alcune persone come te si sono interessate al mio silenzio e questo non può non toccarmi come persona.
    Io non mi ostino a parlare per forza quando sento l’assoluta interiore necessità di tacere, per qualsiasi motivo il silenzio mi s’imponga: che sia indignazione, che sia prudenza, che sia non voglia o impossibilità di interloquire…
    Ho imparato che il silenzio va assecondato per rispettare la parola.
    Non preoccupatevi perciò: questo silenzio è come il terreno che nasconde il seme germinato.
    Sto ascoltando questa vita che cresce, cullando un sogno, cercando una via, creando una strada e snobbando gli echi clamorosi del nulla che costituiscono l’essenza della vita politica dei nostri giorni.
    Sto immaginando alternative…strade culturali ed etiche.
    Sto ripensando al ruolo degli intellettuali in questo momento e penso che è ora che parlino, che si riappropino della parola dopo l’uso e soprattutto l’abuso che ne stanno facendo politici e giornalisti.
    Devo dire che questa poesia di Shelley continua a parlarmi ancora dopo tanti, troppi forse, giorni che l’ho pubblicata.
    Trovo che abbia in sè quella lucidità intellettuale che vorrei riconoscere negli intellettuali dei giorni nostri.
    Mi sembrava più innocua quando l’ho pubblicata, meno potente: invece accidenti come riassume un mio pensiero quasi costante, quasi sempre presente.
    Questa poesia pubblicata è un atto di comunicazione intellettuale che lascerò ancora per un po’. Tanto non corro dietro ai commenti.
    Un abbraccio a tutti. Passo prima o poi. Promesso.
    Cristiana

  27. che tu non avessi scritto lo sapevo cris
    non serve lasciare un commento per dire ci sono
    ma questo lo sai 🙂
    e so anche, come già mi avevi detto, che sei in un periodo di “scelte” chiamiamole così
    quindi rispetto il tuo silenzio dietro cui però c’è cmq la tua presenza

    grazie per la tua testimonianza
    un abbraccio
    :-)mandi

  28. Purtroppo gli intellettuali di oggi sono solo servi del potere, seguono la scia del fiume di parole e polemiche che oggi giorno invade il nostro paese, di loro non rimarrà nulla perchè le parole inutili non hanno memoria e non hanno storia.

    Un abbraccio cristiana e buona giornata!.

  29. Il taglio io lo darei alla crapa di parecchia gente! Giorno dopo giorno si scade sempre verso un peggio che non immaginavo. Penso che per loro neppure batteri e microbi abbiano il coraggio di attaccare per timore di essere contagiati. Ciao, Anna

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